DERIVA

Regia e Testo Ivana Di Salvo | Coreografia Ursina Natalia Früh | con Ivana Di Salvo, Ursina Natalia Früh, Dominique Lüdi e Tassos Tataroglou | Musica Tassos Tataroglou | Fotografia di scena L. Perciaccante e D. Camminiti | Traduzione Luciana Valenza e J. Giovanni Nicoletti  | Produzione Compagnia Astragalo | Co-ProduzioneTheater Palazzo Liestal | Con il supporto di Abteilung Kultur Basel-Stadt,  Kanton Basel-LandschaftBildungs-, Kultur- und Sportdirektion, Ernst Göhner Stiftung, Migros Kultur Prozent (Basel und Zurich), Oertli Stiftung, BLKB-Jubiläumstiftung, Schweizerische Interpretenstiftung | Con la gentile collaborazione di Istituto Italiano di cultura (Zurigo), Labyrinth Buchladung | Supporto alla produzione Martina Langman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teulada desidera ardentemente un figlio. Sulcis lavora in una industria, in mezzo alla campagna, in mezzo agli ulivi. Isolata dal ferro spinato, che la tiene lontana dalla vita reale. Finito il turno, con le mani sporche di esplosivo, si incammina verso casa, tra vari scempi di archeologia mineraria, in cui non ha altro scampo che la creazione di oggetti di morte. Anna lavora in un call center, con la sua cuffia in testa ascolta le voci della gente. Fanno tutte parte della stessa famiglia, una famiglia in cui è forte il senso di sradicamento sia per chi resta sia per chi parte. Queste donne feroci si dimenano in quest’atmosfera inquieta ed onirica, cercano di uscire fuori dal conformismo che le attanaglia e di dare un senso alla propria vita, riscoprendosi. Una ricerca che è sia fisica, sia profonda nell’intimo umano. Le turbolenze emotive e dei fatti, vengono vissute fortemente anche attraverso il corpo, con espressione anche in alcuni momenti con la danza. Oltre alle dinamiche familiari è una storia di solitudine, d’isolamento sociale ed umano, ma anche di solidarietà e fratellanza umana, alla ricerca di una possibilità di riscatto.

 

Fanno da sottofondo dei temi a noi cari, attualissimi in Svizzera, come anche in Italia : il diritto al lavoro ed il diritto allo sciopero (limitato in Svizzera dove si cerca piuttosto di preservare la pace del lavoro), la produzione ed il commercio di armi con i paesi in guerra, la disoccupazione tra i giovani ed il senso di appartenenza/non appartenenza che perseguita chi lascia il proprio paese, la maternità.

 

Questi personaggi forse non sono mai estiti, forse esistono. Sono come cargo, contenitori di emozioni, di vite potenziali e di desideri. Di corpi mercificati. Cozzano, si accostano, senza mai avvicinarsi veramente. Eppure si toccano l’uno con l’altro e si tengono compagnia. Il lavoro sui personaggi (attenzione non la trama!) sarà ispirato a ''Pedro Paramo'' di J. Rulfo in cui i personaggi sono simbolo di una compresenza di passato e presente, di illusione di incontro nel tempo eterno e circolare. Un attraversamento di corpi e di vissuti.

La scrittura è stata supportata da un lavoro di ricerca sul territorio della Sardegna, con interviste a cittadini di Domusnovas e del circondario e da alcune interviste fatte a Franca Faita, ex operaia della Valsella (industria di mine poi convertita all fine degli anni '90 ).

La musica ha un ruolo centrale nel processo creativo e nello sviluppo della linea drammaturgica. Non è una semplice colonna sonora, ma è uno stimolo per i nostri corpi, una liberazione ed una catena. Tassos Tataglorou con la sua tromba Microtone-Duplex, la sua chitarra e la musica elettronica crea dei diari sonori, degli autoritratti esplorativi, che accompagnano le tre donne nelle proprie vicissitudini.

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